Il NON fare

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Re: Il NON fare

Messaggio  Giovanni Carboni il Sab 21 Nov 2009, 20:49

Ho letto anche io questa notizia. Condivido a pieno.
Aggiungo che ogni volta che penso allo spreco e al danno economico che non realizzare opere grandi come la TAV in val di susa sta creando mi sale una enorme rabbia.
Se poi penso a opere più piccole ma ben più vicine al mio cuore, come la Fano Urbino mi incazzo ancora di più. Prima o poi qualcuno si sveglierà, fosse anche quando ci sbatte il muso, e forte!
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Messaggio  tenius il Sab 21 Nov 2009, 11:12

http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=fc7bd90621215210VgnVCM1000003f16f90aRCRD


Il “non fare” ci costa 384 miliardi
L’immobilismo non paga. Non costruire infrastrutture e non investire nello sviluppo dei servizi può costare più che la realizzazione delle opere necessarie. Lo dice l’Osservatorio sui costi del non fare nel suo più recente rapporto
Roma, 20 novembre 2009


L’Osservatorio sui costi del non fare, promosso da Agici Finanza d’Impresa, società di consulenza e di studi, ha aggiornato le cifre del rapporto sul peso dell’inerzia nel colmare il gap infratrutturale del nostro Paese. Se, nei prossimi 15 anni, l’Italia non realizzerà o migliorerà le proprie infrastrutture, alla fine gli italiani spenderanno ugualmente per tempo perso, diseconomie o mancato sviluppo di settori economici fondamentali ben 384 miliardi di euro, senza però aver contribuito ad arricchire il proprio territorio.

Il conto più pesante riguarda proprio il settore dei trasporti. Secondo lo studio, non investire nelle ferrovie potrebbe costarci oltre 157 miliardi di euro: 65,4 miliardi in caso di mancato completamento delle linee Alta Velocità e 92 se non venissero realizzati gli interventi previsti per le ferrovie convenzionali.

Il rapporto, insieme all’allarme lanciato sui pesanti costi dell’inerzia, evidenzia anche i progressi comunque realizzati in questi ultimi anni, a partire da una “opera-simbolo” come l’Alta Velocità. Nello studio viene sottolineato, infatti, che “la Frecciarossa che collega in tre ore Milano Roma è il simbolo dei rilevanti passi avanti dell’Alta Velocità ferroviaria”.
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