Rassegna Stampa

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Festa della stazione

Messaggio  tenius il Lun 10 Ott 2011, 15:08

dal Corriere Adriatico del 10/10/2011

In prima fila Zaffini, Cancellieri e Mochi. Il saluto di Galuzzi

La ferrovia per un nuovo sviluppo.
Il progetto alla Festa della stazione


Fermignano - La tratta ferroviaria Fano-Fossombrone- Fermignano-Urbino va ripristinata perché “spina dorsale” che collega la città ducale con la costa e unica possibilità per rivitalizzare la promozione turistica. Alle stazioni vanno collegata piste ciclabili per l’escursione del territorio. Questo il messaggio ribadito a Fermignano in occasione della dodicesima “Festa della stazione” organizzata da Fvm Ferrovia Valle Metauro con la collaborazione di Comune, Regione Marche, gruppo metaurense della Protezione Civile, Pro loco, Fai e Legambiente Urbino. C’è stato un fugace saluto agli organizzatori, al momento dell’alzabandiera, dell’assessore provinciale Massimo Galuzzi e la partecipazione all’incontro successivo del consigliere regionale Roberto Zaffini e dei sindaci di Fermignano Giorgio Cancellieri e Piobbico Giorgio Mochi. Zaffini dichiara: “Non ha senso la pista ciclabile al posto della ferrovia, ve li immaginate i turisti che arrivano a Urbino tutti sudati e con la lingua fuori? Vi arriverebbero, eventualmente, solo gli atleti i quali scelgono altri percorsi. Qui si tratta di impostare un discorso preciso per la promozione turistica vera. Solo il treno può garantire un collegamento efficace. Se poi ci sono percorsi da effettuare nella cittadine della vallata ben vengano, nessuno sarà mai contrario alle piste ciclabili collegate alla ferrovia”. Il primo cittadino di Fermignano Cancellieri: “Bisogna essere chiari. Prima di tutto bisogna lavorare con tutte le energie al completamento della Fano-Grosseto. In seconda battuta c’è la ferrovia. Ma che sia tale e non pista ciclabile. Piuttosto se ci sono i soldi per fare quest’ultima, meglio impiegarli per la strada ferrata. Tutto questo va detto al di fuori di ogni demagogia”. Giorgio Mochi, sindaco di Piobbico: “Fuori da ogni logica una pista ciclabile dei privati che stanno a cuore al presidente Ricci. Stiamo perdendo il lume della ragione. Bisogna rimettere in discussione tutta la politica territoriale. L’ospedale unico, tanto per fare un altro esempio, va costruito a Bellocchi perché vicino all’autostrada e alla superstrada che serve l’entroterra. Di questo passo come si può affrontare un’emergenza a Piobbico?”. Il Circolo Legambiente Le Cesane di Urbino scrive che senza ferrovia Urbino si isola sempre più.
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Re: Rassegna Stampa

Messaggio  Giovanni Carboni il Mar 17 Mag 2011, 13:33

Oggi è uscito l'articolo sul Messaggero. Se qualcuno ne volesse copia io una la ho. Smile
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Re: Rassegna Stampa

Messaggio  Giovanni Carboni il Lun 16 Mag 2011, 12:32

Vi inserisco quà il primo articolo trovato sull'ultimo convegno fatto.
Se ne trovate altri inseriteli anche voi.

http://www.vivereurbino.it/index.php?page=articolo&articolo_id=295505
Un articolo identico sta anche su vivere Pesaro.
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Giovanni Carboni

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Il CAI incontra le ferrovie di montagna

Messaggio  marcops il Sab 23 Gen 2010, 13:32

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Re: Rassegna Stampa

Messaggio  mimaz il Ven 15 Gen 2010, 22:33

Il 13 gennaio 2010 è un'altra data importante per la Fano-Urbino: all'unanimità è stata votata in consiglio regionale una mozione in materia di trasporto ferroviario dove, grazie al buon Giancarlo D'Anna, era stato inserito un'emendamento sulla nostra celeberrima ferrovia.
A seguire il testo, dulcis in fundo.....


Mozione n. 384 presentata in data 17 novembre 2009 a iniziativa del Consigliere Brandoni “In materia di trasporto ferroviario regionale”.


L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLE MARCHE

Preso atto che con l’adozione del nuovo piano regionale dei trasporti pubblici e la conclusione della trattativa con Trenitalia per il rinnovo del contratto di servizio per il trasporto ferroviario regionale, la Giunta ha inteso delineare le strategie per la mobilità dei prossimi anni, tentando di concretizzare gli sforzi operati per una quanto più possibile diffusa ed ottimale integrazione gomma-rotaia; Considerato che le risorse messe stanziate dal bilancio regionale per le politiche dei trasporti sono seconde solo a quelle per la sanità, a sottolineare l’attenzione dell’Amministrazione regionale e l’importanza persino strategica che si intende assegnare alle politiche della mobilità collettiva e pubblica;



Atteso che al contrario, le politiche aziendali operate negli ultimi anni dai diversi rami delle Ferrovie dello Stato hanno portato ad una progressiva delocalizzazione dalle Marche di importanti sedi decisionali, sia nel settore infrastrutturale che in quello del trasporto vero e proprio, e ad una marginalizzazione della regione dalle strategie complessive messe in atto dai gruppi dirigenti nazionali delle aziende ferroviarie, con azioni spesso poste in essere unilateralmente e senza neppure darne informazione all’Amministrazione regionale o agli Enti locali interessati, quali la chiusura di biglietterie, la soppressione di fermate e la sostituzione del materiale rotabile; Preoccupata che permanendo il contesto attuale, gli sforzi affrontati dall’Amministrazione regionale per giungere, nella stipula del nuovo contratto di servizio con Trenitalia, alla fornitura di un servizio all’utenza sempre più qualificato ed efficiente rischino di essere vanificati da decisioni assunte in sedi diverse da quelle regionali, dove si promuovono modelli di trasporto differenti se non addirittura contrapposti a quello a cui si ispira l’azione dell’Amministrazione regionale e si operano scelte che penalizzano, in termini di qualità dei servizi offerti e di quantità di investimenti, le Marche e, più in generale, l’insieme delle regioni adriatiche;



Ritenuto infine che la gravissima crisi economica propone la necessità di rimodellare la struttura produttiva della regione, incentivando e favorendo le attività terziarie qualificate e l’implementazione di una politica ambientale che guarda al risparmio energetico e, nel campo dei trasporti, allo sviluppo della vettorialità collettiva e pubblica e quindi che in questo ambito il confronto tra le istituzioni e le aziende di trasporto necessita della presenza nel territorio di strutture decisionali e qualificate professionalità sul versante della programmazione



IMPEGNA

la Giunta regionale a realizzare quanto prima un confronto con i responsabili nazionali delle aziende ferroviarie per proporre, nell’ambito della riorganizzazione delle stesse, il mantenimento nella regione dei centri direzionali necessari e, insieme, per verificare gli impegni finanziari atti non solo a garantire la sicurezza e la qualità dell’attuale rete regionale, ma ad individuare, se necessario, le eventuali forme di compartecipazione per la realizzazione di nuove infrastrutture ferroviarie nella regione. Impegna altresì a perseguire le azioni intraprese per il ripristino delle fermate dei treni ES di trenitalia e a verificare eventuali ulteriori necessità da rappresentare alle aziende ferroviarie nonchè attraverso la verifica e l'applicazione dell'accordo Stato-Regioni ad operare per il potenziamento della rete ferroviaria regionale in cui sia compresa la riattuazione della così detta "Fano-Urbino".

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Re: Rassegna Stampa

Messaggio  marcops il Mer 16 Dic 2009, 12:30

Il 5 dicembre è stata inaugurata la AV/AC Torino Salerno di Giovanni Carboni

Il Treno ha vinto
Una valida opportunità per notare le differenze di vedute tra la nostra Provincia e le Province toccate dalla TAV .
Milano, 5 Dicembre.

La giornata si potrebbe sintetizzare così: due treni, uno partito da Salerno e uno da Torino, hanno raggiunto Milano percorrendo linee in parte già inaugurate e usando mezzi che stanno per compiere il decimo anno di età.

Questo però sarebbe troppo riduttivo: oggi invece è successo molto di più.

Vi ricordate quando nel 2007 in Francia un TGV preparato per l’occasione con nuovi motori, pantografi, livrea, ruote di maggior diametro e con una composizione ridotta raggiunse i 574 km/h? Quella fu per la Francia una occasione di grande prestigio giustamente celebrata dai media e motivo di orgoglio per i francesi. Fate un confronto con l’inaugurazione della prima “vera” TAV costruita in Italia: la Roma-Napoli. In questo caso le celebrazioni, a causa di proteste, di scarsa considerazione che da sempre si attribuisce al mezzo ferroviario nel nostro Paese e con la complicità di un incidente mortale sulla parallela linea storica accaduto pochi giorni prima, avvennero in un silenzio mediatico non certo degno dell’importanza dell’opera. I festeggiamenti per la Torino-Novara si persero nelle innumerevoli altre celebrazioni per le opere che le Olimpiadi Invernali avevano permesso di costruire. La apertura della Bologna-Milano rappresentò invece la dimostrazione di come la riduzione dei tempi di percorrenza unita all’accattivante livrea rossa applicata agli ETR 500, avrebbe potuto cambiare l’opinione di gran parte degli Italiani nei confronti di quel fantastico mezzo di trasporto che è il treno.

Ricordo ancora quando, alla Stazione Centrale di Bologna nel dicembre 2008, vidi arrivare il primo ETR 500 in livrea frecciarossa e mi spinsi attorniato da una folla di altri curiosi a riprendere con la mia fotocamera un paio di immagini sfocate a causa dell’oscurità. Allora udivo commenti contrari allo “sperpero” di denaro pubblico, un diffuso scetticismo sulla sicurezza del trasporto e sulla reale utilità del risparmio di tempo.

E’ passato quasi un anno da quel freddo giorno ed oggi, 5 Dicembre 2009, il Frecciarossa, affiancato dal ben più moderno Frecciargento, percorre interamente ad alta velocità gli oltre 900 km di tracciato che abbiamo a disposizione.

Molte cose sono cambiate: la gente vede ora nell’alta velocità qualcosa di cui si può fidare, un treno sicuro, veloce, confortevole e utile. Tempi che prima sembravano non indispensabili ora sono fondamentali al punto che se invece di 3 ore per andare da Roma a Milano il treno impiegasse 3 ore e 5 minuti tutti si arrabbierebbero a morte.

Altre due cose oggi sono cambiate: la gente vede nel treno ad AV qualcosa di cui si può fidare, un mezzo sicuro, veloce, confortevole ed utile e, cosa molto importante, la cerimonia è stata all’altezza della situazione. Finalmente le Ferrovie Italiane, gruppo FS, hanno la loro giusta rivincita!

In un paese dominato dalla gomma, dalla diffusa convinzione che i treni siano sempre sporchi e in ritardo, da una politica che non incentiva il mezzo su ferro, si è trovata la forza di realizzare un’opera che, come estensione e materiale rotabile si pone ai vertici europei e come efficienza e tecnologie utilizzate è all’avanguardia.

Sul lato sud di questo straordinario tracciato alle 10:30 della mattina ha preso il via l’avventura. Alle 16:45 si è dato il via, a Milano Centrale, alla cerimonia più importante degli ultimi decenni. Per quanto mi riguarda il viaggio comincia a Firenze, dove il Frecciarossa arriva con oltre dieci minuti di anticipo. Il viaggio, ripreso puntualmente, prosegue regolare attraverso le imponenti gallerie sotto il Mugello e gli Appennini (73.8 km di tunnel su 78km totali). Alle 16:45 in punto, scortati da elicotteri, circondati da centinaia di poliziotti giungiamo al binario 19 di Milano Centrale. Un tappeto rosso è steso sull’intera estensione del marciapiede ed anche il binario 20 è stato ricoperto da un tappeto. Sul binario 21 è previsto l’arrivo del treno da Torino entro pochi minuti. Ci ordinano di tenere il “pass” ben in vista e di seguire le indicazioni del personale. Non ci si può nemmeno fermare, siamo invitati a recarci nell’atrio esterno della stazione e ad attendere.

L’atrio è pieno di telecamere, macchine fotografiche, nonché poliziotti. I primi ad arrivare sono il Ministro Ignazio La Russa e il Sindaco di Milano Letizia Moratti. A lungo si concedono agli scatti e alle domande dei giornalisti. Passa altro tempo.

Fuori, in piazza Duca d’Aosta, tanta gente assiste da lontano all’importante evento. Le cifre sul display del grande totem posto colà scandiscono il tempo che manca all’effettiva attivazione del servizio: 7 giorni.

Ad un tratto ci chiamano.

Entriamo in un altro salone: la Centrale è davvero maestosa.

Forse per questo è stato creato un grande palco. Due maxi schermi inseriti in una bianca struttura fanno da sfondo ad un palchetto più piccolo con dei microfoni.

Ancora pochi istanti e da dietro i grandi schermi esce l’Ing. Mauro Moretti accompagnato dal Presidente del Consiglio.

E’ proprio l’Amministratore Delegato del Gruppo FS a dare il via alla cerimonia. A seguire parlano il Vicepresidente della Comunità Europea Antonio Tajani, il Sindaco di Milano Letizia Moratti, il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, il Presidente della Regione Lombardia Formigoni e in fine il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tutti sono concordi nell’affermare il valore strategico e l’importanza dell’opera appena inaugurata e, secondo i propri incarichi ognuno si sofferma su temi precisi.

Dopo l’introduzione dell’Ing. Moretti, il Vicepresidente Tajani ha illustrato le varie procedure necessarie per i finanziamenti, finanziamenti che hanno contribuito a realizzare questa notevole opera. Tajani ha sottolineato quanto il compimento di questa infrastruttura lo renda orgoglioso di essere italiano. Il Sindaco Letizia Moratti ed il Presidente Podestà hanno rilevato l’importanza di questa realizzazione per Milano e la sua Provincia, mentre Formigoni si è soffermato sui nuovi acquisti di materiale fatti da Trenitalia e la Regione Lombardia a favore degli utenti pendolari. Milano è senz’altro tra le città meglio servite dal servizio ferroviario metropolitano, ma a causa di notevoli flussi, il traffico giornaliero soffre per eccessivo affollamento, ritardi e cancellazioni. Il Presidente della Regione ha parlato dei nuovi treni in arrivo, della nuova sinergia tra Trenitalia e Le Nord, delle 249 corse giornaliere in più che il nuovo Contratto di Servizio ha permesso di effettuare. E’ stata allora la volta del Presidente On. Berlusconi che, iniziando il suo discorso allegramente con la consueta barzelletta, ha proseguito approfondendo il ruolo turistico che una simile opera può avere nella Nazione con più monumenti al mondo, gran parte dei quali sorgono nelle città toccate più o meno direttamente dalla linea veloce. Il compito di chiudere la cerimonia è toccato sempre all’ospite di casa Ing. Mauro Moretti che visibilmente emozionato ha aggiunto ulteriori considerazioni riportando, tra l’altro, cifre significative - il 65% della popolazione italiana servito dalla linea – ed ha manifestato la volontà di acquistare 50 nuovi complessi ad alta velocità, innovativi e destinati, almeno nelle intenzioni, a diventare i migliori treni ad alta velocità del mondo.

AnsaldoBreda, Bombardier ed Alstom hanno per ora risposto alla progettazione di questi treni. Questa nuova ordinazione consentirà all’Italia di avere, oltre ad una delle più avanzate reti ad alta velocità esistenti, anche i migliori treni (non dimentichiamo anche gli AGV di NTV).

La festa è proseguita fuori, nella piazza, dove ad accompagnare il brindisi vi era una monumentale proiezione sul Pirellone di immagini promozionali sul nuovo servizio.

Insomma, non si è badato a spese…..giustamente.

Ora vi domanderete: cosa ci faceva una addetto stampa di una associazione che si batte per il ripristino di una ferrovia secondaria nelle Marche alla inaugurazione di una linea ad alta velocità che tutto tocca meno che la nostra regione?

Una prima ed onesta risposta è la seguente: per qualsiasi appassionato la giornata del 5 Dicembre rappresenta un sogno…. ed io non faccio eccezione.

La seconda risposta, altrettanto onesta ma meno esplicita è che oggi il treno HA VINTO.

Oggi per una volta tanto il treno era al centro di tutto.

Oggi il Vip era proprio il Frecciarossa e la linea che percorreva.

L’ammirazione, le foto, i discorsi, gli occhi dei convenuti erano per quel convoglio rosso-argento. Moltissime persone avranno pensato di utilizzarlo, di provarlo.

In poche parole: oggi l’Italia si è svegliata.

Oggi l’Italia si è accorta che:

il treno può essere bello, veloce, confortevole e puntuale. Il treno rappresenta un mezzo più rispettoso dell’ambiente e può far sentire il tener le mani su un volante un costume meno sicuro e meno economico di ieri.

Questo discorso è valido per la TAV…. e non solo: un ritorno generalizzato all’uso del treno con una presa di coscienza sulle sue effettive potenzialità fa bene a noi tutti.

Farebbe bene anche ai nostri politici di Provincia che mentre altrove si pianificano e realizzano nuovi tracciati, si riaprono e si elettrificano linee, pensano che la viabilità generale, il turismo e una migliore qualità di vita possano essere risolti da una pista ciclabile.

Invito quanti ancora non credono che il treno sia un mezzo di trasporto efficiente ad andare in stazione, salire su un treno AV, raggiungere Roma, Milano o Torino, fare 2+2 e capire che un treno ad alta tecnologia potrebbe esserci anche nella nostra bella valle metaurense se ci fosse “qualcuno” ad ALTA LUNGIMIRANZA ed INTELLIGENZA (ALI).

Questo è il motivo principale per cui ero sul Frecciarossa. Ogni tanto uscire dal nostro nido ed esplorare realtà diverse può far davvero sembrare una barzelletta l’ipotesi di un pista ciclabile al posto della Ferrovia Fano Urbino.

Giovanni Carboni.

FVM - Ferrovia Valle Metauro


Le foto dell'evento le trovate qua: http://picasaweb.google.com/FerroviaFVM/InaugurazioneAVACTorinoSalerno#

(in attesa di un adeguata pubblicazione sul sito FVM)
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dal Corriere Adriatico del 06/10/2009

Messaggio  tenius il Mar 06 Ott 2009, 15:41

L’associazione rilancia la Fano-Urbino. Appello alle istituzioni
Ferrovia, fronte compatto


Fermignano Un treno chiamato desiderio. Eppure non sono solo speranze e sogni. L’associazione Ferrovia Valle Metauro, nel suo decimo anno dalla fondazione, ha organizzato la tradizionale “Festa della Stazione a Fermignano”. L’interesse si è accentrato particolarmente sul Convegno “La ferrovia Metaurense: una sfida per il futuro”.

Compito dell’associazione in questi anni “è stato - ha sottolineato Carlo Bellagamba - il salvataggio di quanto restava della ferrovia Fano-Urbino, sospesa dal servizio dal 1987, impedirne lo smantellamento (i binari esistono tutt’ora), sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica al grave problema del traffico nella valle, raccogliere materiale rotabile storico, reperti e documenti. Si è evitata così la dismissione ormai certa e si è riacceso l’interesse alla vicenda con il coinvolgimento di Comuni importanti come Urbino, Fermignano, Fano, Pergola, la Provincia di Pesaro Urbino (delibera di introdurre la linea nel Piano Trasporti Regionale), della Regione Marche con l’accordo Governo–Regione che prevede uno stanziamento di 110 milioni per la ricostruzione. L’opera della Fvm si esplica individuando nell’intervento del Genio ferrovieri la migliore e più economica soluzione per la ricostruzione. Importante, altresì, un progetto redatto dall’associazione che vede la ferrovia particolarmente utile agli scopi operativi della Protezione civile, quali la lotta antincendio, le emergenze idriche, ambientali e nel caso di calamità naturali”.

Dal convegno sono uscite conclusioni convinte: puntare diritti al ripristino, magari a tratti, della ferrovia Fano-Urbino. “I nostri politici continuano a parlare solo di strade”, dichiara Carlo Bellagamba. “In questo senso il ripristino della ferrovia Fano-Urbino può rappresentare il simbolo della svolta che sarà possibile solo con il concorso di tutte le istituzioni. Fuori luogo l’utilizzo dell’attuale sedime della ferrovia per realizzarci una pista ciclabile”. Non chiara è la posizione di Provincia, Regione e di alcuni Comuni insistenti lungo la tratta. Le parole non sono più sufficienti. Occorrono fatti.
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dal Carlino del 05/10/2009

Messaggio  tenius il Lun 05 Ott 2009, 16:25

«Il treno può ripartire Basta solo... volerlo»
L’Esercito può riattivare parte della Fano-Urbino

— FERMIGNANO —
di ROBERTO DAMIANI
APRIAMONE un pezzo. Dieci o 15 chilometri. Non di più. A costo zero ma ad impatto enorme. Sia per il turismo che per i lavoratori. E’ la linea ferroviaria Fano-Urbino. Va cambiata strategia: non si parte più da Fano e si sale, ma al contrario. Da Urbino a scendere. Perché è la città di Raffaello che può attirare finanziamenti europei, magari sotto la pressione dell’Unesco che di Urbino ne ha fatto un patrimonio dell’umanità. L’idea è venuta ieri a Fermignano, alla festa della Stazione organizzata dall’associazione Ferrovia Valle Metauro. «E’ tempo di scendere dalle nuvole delle parole, di dimostrare se volete veramente oppure no la riapertura della ferrovia per Urbino. Che potrebbe avvenire per stralci, e a costo zero». La frustata arriva dagli ambienti militari (era presente ieri il Genio ferrovieri) che guidavano una delegazione di soldati e mezzi arrivati non certo per caso: «Una proposta di utilizzo della tratta — spiegavano i militari — è sul tavolo dello Stato Maggiore. Non sappiamo che esito avrà ma possiamo dire per certo che il Genio Ferrovieri è capace di progettare, realizzare e gestire linee ferroviarie in ogni condizione, in particolare nelle zone di guerra. La nostra operatività può essere esercitata in tratte particolari come lo è stata fino al 2002 la Aosta-Chivasso poi passata alle Ferrovie. Ma a decidere cosa farne della linea Fano-Urbino dev’essere la politica, in particolare quella locale. Che non è mancata all’appuntamento. C’era il sindaco di Fermignano Giorgio Cancellieri, che della riapertura del treno ne ha fatto uno dei punti del suo programma, poi l’assessore provinciale Massimo Galuzzi, il consigliere provinciale Elisabetta Foschi e il consigliere regionale Giancarlo D’Anna, che dice: «Crediamoci nel treno. Perché è il futuro delle nostre città. Possiamo fare tanti parcheggi ma saranno sempre pochi e sempre più cari. Arrivare a Urbino in treno non è da libro dei sogni ma un atto firmato dalla Regione Marche col governo. Sta a noi, alla politica, renderlo operativo». Dice il sindaco Cancellieri: «Se procediamo per stralci ce la facciamo. Anche in fretta. Perché un conto è pensare di riaprire gli interi 60 chilometri, un conto è puntare a collegarne quindici». I costi non spaventano: «Lo si farebbe quasi a costo zero — spiegano gli esperti del Genio — utilizzando i binari ancora nuovi ma appena dismessi dalle Ferrovie per far posto alla linea ad alta velocità. Migliaia di tonnellate di questo materiale rotabile è depositato nei magazzini delle Ferrovie. Se c’è la volontà, potrebbe esser disponibile subito». L’idea lanciata è questa: «Riattivare un primo stralcio della linea partendo da Canavaccio a Urbino, cioè dalla cittadina dove oggi finisce la Fano-Grosseto — spiega il consigliere comunale e provinciale del Pdl Elisabetta Foschi, presente ieri alla manifestazione — toccando Fermignano per poi arrivare a Urbino. Corse orarie, come una vera metropolitana e carrozze turistiche da aprile fino a ottobre con parcheggi scambiatori a Canavaccio dove le auto dei pendolari ma anche le corriere dei turisti potrebbero arrivare e sostare per far salire i passeggeri su un treno veloce, economico e funzionale che sa regalare spettacoli naturali incredibili. Tutto questo è possibile con pochissima spesa e con un risultato d’immagine incredibile. Sono convinta — dice Elisabetta Foschi — che dobbiamo rinunciare il prima possibile a quest’aurea di romanticismo quando si parla del treno e gettarci subito in idee e progetti concreti. Da parte mia contatterò da domani la segreteria del ministro alla difesa Ignazio La Russa per il coinvolgimento del Genio ferrovieri per una valutazione dei ponti e della linea». Insomma, creare un punto di partenza a Canavaccio come primo passo. E’ un’investimento di Urbino e per Urbino. Dobbiamo farlo con atti concreti». Il presidente dell’associazione Ferrovia valle Metauro Carlo Bellagamba: «Concentrati, dobbiamo essere concentrati verso un obiettivo che a noi è chiaro da sempre ma lo dev’essere anche per la politica. Chiediamo che finalmente si esca dal recinto delle opinioni e si individuino finanziamenti per un’opera che il mondo ci invidierebbe».
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Messaggio  tenius il Lun 05 Ott 2009, 16:16

DOMENICA CONVEGNO A FERMIGNANO. IL RUOLO DEL GENIO CIVILE

Riaprire la ferrovia: la sfida è sempre attuale. Anzi... LA SFIDA è lanciata. Il treno tornerà a collegare il mare alla collina, cioè Fano a Urbino. Lo afferma l’associazione Ferrovia valle Metauro guidata da Carlo Bellagamba che dopodomani dalle 10 a Fermignano, alla stazione del treno, chiamerà a raccolta tutti coloro che sono in prima linea per la riapertura su basi moderne e funzionali della ferrovia metaurense dismessa nel 1987. «Sarà una grande giornata di festa — dice il presidente della agguerrita associazione — perché avremo come nostri ospiti diversi tecnici, esperti, ma anche il Genio ferrovieri, oltre a protezione civile e varie associazioni di volontari che hanno dimostrato sul campo come si possano realizzare cose fantastiche quando c’è determinazione e obiettivi chiari». A parlare saranno il docente universitario Gabriele Bariletti, progettista di ferrovie, profondo conoscitore del settore che parlerà con elementi di prova perché la tratta Fano-Urbino va riaperta con la consapevolezza di farne una risorsa economica capace di autofinanziarsi dopo i primi anni di attività. «Perché la scommessa — dice Carlo Bellagamba — sarà quella di trasformare i quasi cinquanta chilometri della tratta in un’arteria viaria preziosa per collegare la costa alla collina con treni veloci, leggeri, capaci di far viaggiare passeggeri, ma anche merci e soprattutto turisti desiderosi di conoscere il patrimonio naturilastico della nostra provincia che solo col treno è possibile esplorare. La presenza alla nostra festa del Genio ferrovieri sta a significare che la nostra proposta di coinvolgere l’esercito per la riapertura della tratta è tuttora valida. Se il Genio decidesse di utilizzare la tratta Fano-Urbino anche come linea da esercitazioni avremmo superato senza costi particolari il problema dell’armamento, ossia del materiale rotabile. La valutazione tecnica sulle opere d’ingegno, cioè gallerie e ponti verrebbe svolta dagli ingegneri dell’Esercito ed in questo modo avremmo risultati eccezionali in pochissimo tempo».
ALLA FESTA di dopodomani a Fermignano ci sarà anche un urbanista dei trasporti come il dottor Alberto Rothen di Trieste. Ci spiegherà perché le ferrovie secondarie hanno un’importanza fondamentale nel sistema dei trasporti moderni. Arrivare od entrare nelle città grandi o medio piccole con le auto non è più possibile. Occorrono mezzi diversi, alternativi come il treno. La presenza nel mercato di convogli multifunzionali con carrozze «digitali», collegate ad internet, con postazioni lavoro ma anche con carrozze per turisti con schermi digitali e tetti panoramici in vetro per ammirare uno spettacolo naturale di rara bellezza.


Ultima modifica di tenius il Lun 05 Ott 2009, 16:25, modificato 1 volta
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